Syrniki della nonna

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I syrniki sono frittelle russe di tvorog, un formaggio fresco che in Italia si può sostituire con la ricotta. Piacciono a grandi e piccini, e ogni famiglia ha la sua ricetta: questa è quella di mia nonna.

Ma lo sapevi che il formaggio fresco è nato nell’antica Roma?

Quando Roma dominava mezzo mondo antico, ne faceva parte anche l’Arabia. Un giorno un mercante di quella regione partì per un lungo viaggio con un otre pieno di latte. Secondo la leggenda, durante il cammino il latte inacidì; ma la sete era così forte che il mercante decise di berlo lo stesso, così com’era. E, a sorpresa, gli piacque il siero, e soprattutto il sapore dei grumi bianchi che si erano formati. Tornato a casa, raccontò la scoperta alla moglie, che ripeté l’esperimento in cucina. Del resto, della fortuna del formaggio fresco nella città dei sette colli scrissero molti mercanti stranieri e famosi poeti locali: finiva sia sulla tavola dell’imperatore sia nella ciotola dello schiavo.

La lavorazione era semplicissima: il latte si versava in grandi anfore di terracotta, dove inacidiva in modo naturale; poi i cuochi scolavano il liquido, strizzavano la massa bianca e la servivano subito nei piatti, con miele denso e frutta secca.

Naturalmente nell’antica Roma nessuno cuoceva il formaggio fresco, e tanto meno ci preparava i syrniki, ma Roma può ben rivendicarne l’invenzione.

Syrniki della nonna

Ingredienti

Procedimento

  1. Accendiamo il forno ventilato a 180 °C. Passiamo la ricotta al setaccio di metallo aiutandoci con un cucchiaio (se è ben asciutta, possiamo anche grattugiarla con la grattugia fine). In una ciotola mescoliamo la ricotta con l’uovo, in modo che non restino grumi. Io ho usato una frusta, ma va bene anche una forchetta.

  2. Aggiungiamo al composto di ricotta gli altri ingredienti (tranne la farina!) e mescoliamo bene fino a ottenere un impasto omogeneo. Mettiamolo in frigorifero per circa 15 minuti. Perché? In questo tempo il semolino si gonfia e l’impasto diventa più compatto.

  3. Formiamo i syrniki. Mia nonna faceva così: prima formava delle palline di circa 4 cm di diametro e le metteva su un tagliere infarinato. Poi le infarinava di nuovo, ci appoggiava sopra un altro tagliere e premeva leggermente, e le metteva in freezer per 10 minuti, direttamente sul tagliere, perché si «intontissero» (parole sue) e non si rompessero in cottura. Venivano dei syrniki perfettamente uguali. L’importante è non premere troppo!

  4. Scaldiamo un po’ di olio di cocco in una padella antiaderente. Consiglio proprio quello di cocco: i syrniki non si attaccano e prendono un delicatissimo profumo di cocco. Facciamo dorare i syrniki a fuoco medio, un paio di minuti per lato, finché si forma una crosticina dorata (non devono cuocere del tutto).

  5. Trasferiamo i syrniki su una teglia foderata di carta forno e finiamo la cottura in forno per altri 7-10 minuti (il tempo dipende dal tuo forno e dalla grandezza dei tuoi syrniki).

  6. Serviamoli caldi con panna acida, latte condensato, marmellata, miele, frutta secca o essiccata, oppure spolverizzati di zucchero a velo: qui la fantasia non ha limiti!

Che vino servire

Se li servi come dessert, accompagnali con un vino dolce e delicato, che non copra la freschezza della ricotta, come un Recioto di Soave o un Passito di Pantelleria. Servilo fresco, a 10-12 °C.