I syrniki sono frittelle russe di tvorog, un formaggio fresco che in Italia si può sostituire con la ricotta. Piacciono a grandi e piccini, e ogni famiglia ha la sua ricetta: questa è quella di mia nonna.
Ma lo sapevi che il formaggio fresco è nato nell’antica Roma?
Quando Roma dominava mezzo mondo antico, ne faceva parte anche l’Arabia. Un giorno un mercante di quella regione partì per un lungo viaggio con un otre pieno di latte. Secondo la leggenda, durante il cammino il latte inacidì; ma la sete era così forte che il mercante decise di berlo lo stesso, così com’era. E, a sorpresa, gli piacque il siero, e soprattutto il sapore dei grumi bianchi che si erano formati. Tornato a casa, raccontò la scoperta alla moglie, che ripeté l’esperimento in cucina. Del resto, della fortuna del formaggio fresco nella città dei sette colli scrissero molti mercanti stranieri e famosi poeti locali: finiva sia sulla tavola dell’imperatore sia nella ciotola dello schiavo.
La lavorazione era semplicissima: il latte si versava in grandi anfore di terracotta, dove inacidiva in modo naturale; poi i cuochi scolavano il liquido, strizzavano la massa bianca e la servivano subito nei piatti, con miele denso e frutta secca.
Naturalmente nell’antica Roma nessuno cuoceva il formaggio fresco, e tanto meno ci preparava i syrniki, ma Roma può ben rivendicarne l’invenzione.

